Distacco intonaco su muri in calcestruzzo

Scritto da il 8 nov 2012 in Blog News, Edilizia-Costruire, Idee e Consigli | nessun commento

“HO DUE MURI DELLA RAMPA GARAGE CHE SI SCROSTANO TEMPO FA TRAMITE CONOSCENTE ABBIAMO INTONACATO IL TUTTO CON UN PRODOTTO CHE NON AVREBBE DATO PROBLEMI.
Sono passati due anni e si sono ripresentati i problemi.  Mi dicono che il problema sta nella parte superiore del muro che non ha uno scolo sufficiente. In sostanza quando piove l’acqua scivola sul muro e con il tempo penetra all’interno creando il problema”   Aureliano, Torino

Risposta:

Innanzitutto è probabile (e di questo potrà darmi conferma qualora ne fosse a conoscenza) che i muri in questione (suppongo in calcestruzzo armato) al tempo della loro costruzione non siano stati dotati di un opportuno strato impermeabilizzante a protezione della superficie che si trova contro-terra e quindi le pareti hanno modo di assorbire acqua dal suolo oltre che direttamente dalla pioggia.

Il muro si comporta come una spugna, assorbe acqua e la espelle sotto forma di vapore quando le giornate sono più calde. Questo fenomeno implica che se il muro è rivestito con un comune intonaco premiscelato a base cementizia (come credo abbia fatto) questi non ha modo di traspirare (costituendo l’intonaco una sorta di barriera); e quindi il vapore acqueo produce due effetti: uno meccanico di spinta  verso l’esterno (che quindi sfalda l’intonaco) e uno chimico dovuto al fatto che l’acqua combinandosi con i sali dell’intonaco lo rende nel tempo poco tenace e addirittura “solubile”.

A mio parere, non potendo o non volendo agire sulle pareti contro-terra, quelle a vista vanno risanate e protette con materiali studiati per il calcestruzzo e che siano capaci di non impedirne una discreta traspirabilità.

Prima di fare questo, alcune operazioni preliminari:

1) è opportuno che i muri vengano scrostati del vecchio intonaco e accuratamente puliti a secco;

2) si proceda poi col picchiettare le pareti ed eliminare le parti in distacco e/o che vengano via con facilità;

3) in seguito si ripristinino queste lacune con malte adatte al restauro del calcestruzzo come MAPEGROUT MAPEI, avendo preliminarmente cura di spazzolare i ferri dell’armatura e trattarli con un “passivizzante” e “convertitore” della ruggine come MAPEFER MAPEI (una vernice acquosa di colore blu).

 Dopo queste operazioni preliminari a mio parere si presentano almeno due possibilità, legate alla resa estetica che vorrà ottenere, tuttavia entrambe funzionali sotto l’aspetto pratico.

 1 – Se desidera rivestire il muro con un materiale che ne regolarizzi la superficie rendendola uniforme e priva di asperità, allora le consiglio di usare una malta cosiddetta “rasante” specifica per il calcestruzzo. Queste malte a differenza degli intonaci non hanno un elevato spessore. Ottime malte rasanti specifiche per il calcestruzzo e assai resistenti sono MONOFINISH o IDROSILEX della MAPEI. IDROSILEX è particolarmente adatta se la parete è umida.

Successivamente sarà possibile procedere alla tinteggiatura delle superfici, avendo cura di utilizzare materiali protettivi e altamente traspiranti come pitture idrorepellenti a base di silicati o di resine silossaniche. Si dovranno evitare nel modo più assoluto pitture plastiche.

 2 – Se la superficie delle pareti si presenta abbastanza regolare, potrebbe scegliere di lasciare il muro senza intonaco, ovvero “faccia a vista”, e proteggerlo semplicemente con una pittura speciale per il calcestruzzo che si opponga agli agenti atmosferici e che sia idrorepellente e discretamente permeabile al vapore. Queste pitture sono disponibili in diversi colori. Un tipo di pittura assai performante in tal senso è COLORITE BETON MAPEI, oppure la pittura KERAKOVER ECO SILOX PLUS di KERAKOLL. A mio parere questa è la soluzione migliore e più economica.

 Prima della pittura potrebbe essere opportuno (a seconda dello stato in cui si trovano le pareti) passare un cosiddetto “primer” ovvero una sostanza che migliori l’adesione tra la pittura e il cemento. Il primer deve essere della stessa linea della pittura che utilizzerà successivamente.

 I materiali che le ho proposto sono solo alcuni tra i molteplici disponibili.

In tutti i casi Le consiglio di dotare i muri in sommità di un “terminale” provvisto di gocciolatoio. Ve ne sono in commercio di diversi tipi e dimensioni, sia in pietra che in calcestruzzo. Il terminale deve sporgere non meno di 3 cm dalla superficie della parete.

Ricordi che, a prescindere dal materiale che utilizzerà è fondamentale che il posatore sia persona esperta e molto scrupolosa. Per cui, prima di scegliere un impresa o un semplice muratore, chieda delle referenze e magari di mostrarLe qualche lavoro eseguito.

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