Muri e umidità

Scritto da il 7 Mag 2012

Probabilmente vi sarà capitato di avere a che fare con muri “affetti” da problemi di umidità di risalita o con copiose efflorescenze saline e intonaci in distacco. Sono problemi tipici di muri a diretto contatto con substrati umidi o impregnati d’acqua.

Bene. Questi problemi sono dovuti al fatto che l’acqua non ha ostacoli che la fermino. Per questo motivo  non è affatto saggio rivestire la parete di pannelli in legno o cartongesso (come spesso si fa) sperando di risolvere il problema. Questa operazione equivale a nascondere la polvere sotto il tappeto.

Il modo migliore per risolvere il problema è di consentire all’acqua (sotto forma di vapore) di uscire, ovvero ai muri di traspirare.

Infatti gli intonaci premiscelati comuni a base cementizia usati nelle costruzioni non sono traspiranti. Per questi tipi di muri occorre usare intonaci appositamente studiati per l’umidità  e le efflorescenze.

Tra i prodotti migliori presenti sul mercato ci sono NIENETEMUFFA della BENFER , oppure BIOCALCE ZOCCOLATURA della KERAKOLL.

NIENTEMUFFA è un prodotto in polvere composto da cementi ad elevata resistenza, inerti, additivi elezionati e speciali componenti che assicurano  formazione di macropori al suo interno. Ha un’elevata permeabilità al vapore unitamente ad un assorbimento d’acqua molto contenuto in modo da ridurre drasticamente l’umidità presente nei muri. NIENTEMUFFA è un prodotto economico a differenza di altre malte con le stesse funzioni, ma qualitativamente eccellente.

BIOCALCE è invece un intonaco eco-compatibile, di pura calce naturale NHL 3.5 a norma EN 459-1, e come tale consente di realizzare rivestimenti altamente traspiranti.  Contiene materie prime di origine rigorosamente naturale. A ridotte emissioni di CO2 e bassissime emissioni di sostanze organiche volatili, batteriostatico e antimuffa naturale. inoltre BIOCALCE è riciclabile come inerte a fine vita. In particolare BIOCALCE è consigliabile nel restauro e risanamento di edifici antichi con muri in pietra, tufo o misti, essendo la calce (a differenza del cemento) compatibile al 100% con i materiali lapidei.

In entrambi i casi occorre rimuovere l’intonaco danneggiato  per almeno un metro oltre il segno dell’umidità ed il muro da intonacare deve essere assolutamente privo di polvere, oli e parti incoerenti o inconsistenti. Le efflorescenze saline devono essere rimosse con un accurato lavaggio a pressione e la malta presente nelle fughe fra i mattoni o fra le pietre del muro deve essere asportata in modo da risultare distante almeno due centimetri dal piano da intonacare. Le pietre o i mattoni particolarmente danneggiati dovranno essere sostituiti ed eventuali cavità o parti mancanti potranno essere ricostruite con gli appositi prodotti. Prima dell’applicazione degli intonaci bisognerà far asciugare il muro per almeno 24 ore.

Successivamente si potrà rifinire la superficie del nuovo intonaco solo con rasanti e idropitture traspiranti al fine di non compromettere il funzionamento dell’intonaco antiumido.

Ho applicato personalmente entrambi i prodotti e ne ho constatato l’estrema efficacia.