Intervento di recupero del sacro: una cappella per San Pio a Bitonto
Architettura sacra

Il recupero del sacro: una Cappella per San Pio nel convento di San Leone Magno a Bitonto

Recupero, rifunzionalizzazione e arredo liturgico in un contesto storico-monumentale di alto valore

Convento san Leone Magno-Bitonto (BA) 2010

Il Progetto

Inquadramento storico

L’intervento di recupero si inserisce nel suggestivo panorama dell’architettura sacra in Puglia, il complesso monumentale del Convento di San Leone Magno a Bitonto rappresenta una testimonianza di eccezionale valore storico, artistico e spirituale.

Le prime origini della struttura risalgono al Duecento, per poi attraversare secoli di ampliamenti, trasformazioni e arricchimenti stilistici che si sono susseguiti fino a tutto il Cinquecento. In questo straordinario contesto coesistono armonicamente due anime architettoniche: da un lato la sublime eleganza del chiostro finemente rinascimentale, dall’altro la solennità dell’aula ecclesiale d’impianto medievale, caratterizzata da una navata unica che incarna appieno il rigore formale e la spiritualità essenziale del linguaggio gotico-francescano.

In questo quadro di memoria stratificata, l’intervento di restauro e riqualificazione si è concentrato su un ambiente di fondamentale importanza spaziale e storica: l’antico vano che originariamente costituiva il solenne punto d’accesso alla chiesa. Il progetto ha perseguito il primario obiettivo di restituire piena fruibilità all’ambiente, rimasto a lungo inutilizzato in uno stato di isolamento rispetto al resto del complesso, riconnettendolo fisicamente e liturgicamente alla vita della chiesa e ricavandovi al suo interno un’intima e suggestiva cappella dedicata alla venerazione di San Pio da Pietrelcina.

Strategia d’intervento

L’operazione architettonica non si è limitata al solo recupero filologico e alla messa in sicurezza delle storiche murature in pietra, ma ha inteso instaurare un dialogo profondo tra l’esistente e la contemporaneità attraverso la progettazione di arredi fissi ad altissima valenza simbolica e materiale. Ogni elemento introdotto racconta una storia di continuità con la memoria del luogo, rievocando la tradizione del cantiere storico e del riuso colto.

Progetto d’arredo sacro e matericità

L’altare in pietra, fulcro della cappella, nasce proprio dal sapiente recupero di un’antica ruota di macina in calcare duro, originariamente custodita all’interno del complesso monastico. La sua forma circolare e la sua matericità severa le conferiscono una presenza scenica primordiale e solenne. Ad esso si affianca un sedile anch’esso realizzato mediante la composizione di elementi lapidei storici di recupero, accuratamente selezionati dal ricco lapidarium del monastero per dare vita a una seduta che sembra emergere direttamente dalla storia dell’edificio.

Posto in perfetto asse prospettico con l’antico portale d’ingresso alla chiesa e, di conseguenza, in ideale continuità con l’asse dell’aula basilicale, si erge il fonte battesimale, interamente scolpito nella pregiata Pietra di Fasano, che si distingue per una maestosa conca eptagonale i cui sette lati sette lati richiamano intenzionalmente il numero biblico intriso di complessi simbolismi legati alla perfezione, alla creazione, alla grazia e alla pienezza spirituale. La conca poggia delicatamente su un basamento di forma ovoidale, introducendo una linea fluida che contrappone la morbidezza delle geometrie organiche alla rigidità della pietra.

Questo medesimo registro espressivo e formale si ritrova nella lavorazione degli arredi in legno di noce: la nuova porta d’ingresso e il confessionale. Entrambi i manufatti sono impreziositi da un raffinato decoro a rilievo con bugne e intarsi, concepito non come semplice ornamento superficiale, ma come dispositivo concettuale atto a esaltare il tema della sovrapposizione e della giustapposizione dei volumi.

Nel confessionale, la trama lignea dinamica evoca l’immagine simbolica di un muro in pietra che si infrange, si apre e si rompe per accogliere la luce. Da questa frattura ideale irrompe visivamente il cero battesimale, sorretto da un basamento ovoidale che richiama la forma della vulva, archetipo primordiale e potente simbolo di fecondità, vita e rinascita spirituale.

La porta d’ingresso, a sua volta, è dominata dalla presenza di una grande croce nella tipica forma del TAO francescano, impressa sulla parte piena centrale. Grazie a un sapiente distacco visivo dai bordi perimetrali, l’anta centrale sembra fluttuare immersa nella luce naturale, donando all’accesso un senso di leggerezza mistica. L’opera si configura così come un perfetto connubio tra architettura, teologia e design d’eccellenza.

Un progetto di straordinario valore architettonico e liturgico, capace di coniugare il rispetto per la storia con un linguaggio contemporaneo alto, poetico e fortemente evocativo.